
Il Kenya è uno Stato dell'Africa Orientale, Nairobi è la capitale ed è anche la città più importante e grande.
la storia
Numerose città costiere del Kenya furono fondate dagli arabi, che a partire dal XII secolo d.C., intrattennero intensi rapporti commerciali con i gruppi indigeni. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica. L'indipendenza del Kenya fu ottenuta il 12 dicembre 1963 e le elezioni di quell'anno portarono Jomo Kenyatta, uno dei leader indipendentisti, alla presidenza del paese. Kenyatta promosse una politica moderata e filoccidentale, realizzando importanti riforme economiche e politiche che permisero la modernizzazione e l'industrializzazione del paese; inoltre rimase in buoni rapporti con la Gran Bretagna e con le nazioni confinanti. Con la fine della guerra fredda, l' occidente iniziò a condannare i metodi dispotici e polizieschi del governo di Moi, che trovatosi alle strette dalla minaccia di sospendere gli aiuti economici, reintrodusse nel paese il multipartitismo: tuttavia, grazie alla disorganizzazione delle forze d'opposizione, che non riuscirono a trovare un accordo sul proprio candidato, Moi fu confermato alla presidenza sia nelle elezioni del 1993, sia in quelle del 1997. Alle elezioni presidenziali del 2002 Moi non si presentò come candidato, segnando di fatto il crollo del proprio regime dopo 24 anni di dominio: il nuovo presidente fu Mwai Kibaki che avrebbe avuto l'incarico di risollevare le sorti del Kenya. Le elezioni furono segnate da un'esplosione di violenza etnica che proseguì anche dopo la proclamazione di stretta misura della vittoria del partito del presidente uscente: solo grazie alla mediazione di Kofi Annan si raggiunse un armistizio tra le fazioni, con l'intesa che il presidente Kibaki ed il suo principale rivale Odinga governassero insieme: quest'ultimo è stato quindi nominato primo ministro, carica neoistituita.
la Geografia
Il Kenya è caratterizzatgo dalla costa bassa e sabbiosa dell'oceano Indiano.
La geografia del Kenya è alquanto complessa. Il Kenya è un attraversato dall'equatore. Pur essendo un paese equatoriale, e tropicale, presenta climi molto vari. nella parte nord del Kenya si trovano aree desertiche, e nel centro sud altopiani, con boschi e savane. Il kenya è attraversato da lunghe catene di montagne. L'elemento morfologico che fa riconoscere il kenya è la Rift Valley, che lo attraversa da nord a sud. Le acque interne presentano laghi di acqua dolce e di acqua salata; numerosi sono anche i soffioni boraciferi e i geyser. Pochi invece i fiumi, di cui solo due hanno una portata e una lunghezza degne di nota (il Tana e il Galana). Alla fascia costiera, lunga oltre 400 km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i 1500 e i 3000 metri, è diviso dalla frattura della Rift Valley che si sviluppa da nord a sud e che forma il bacino del Lago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il monte Kenya (5199 m), uno dei monti più alti dell'Africa e il Kilimanjaro (5358 m) al confine con la Tanzania. L'altopiano scende ad ovest, vicino al Lago Vittoria, e a nord dove il Kenya è occupato da un ampio tavolato desertico.
Il clima
In Kenya il clima è molto caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese, in rapporto all'altitudine. Le piogge si trovano in due periodi dell'anno: da marzo a maggio le grandi piogge, mentre da ottobre a dicembre le piogge sono intense ma brevi. L'ambiente dominante è quello della savana, tutelato da numerosi parchi naturali. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell'originaria foresta pluviale; mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto. La savana è l'habitat di grandi mandrie di erbivori (antilopi, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, elefanti) e dei loro predatori (leoni, leopardi e ghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli.
Popolazione
In Kenya la popolazione continua a crescere molto velocemente: nel giro di vent'anni è pressoché raddoppiata e molto alta è la quota di popolazione giovane, con meno di quindici anni. La densità demografica è elevata nella regione interna degli altopiani; mentre la fascia costiera è poco abitata, fatta eccezione per l'area di Mombasa. L'urbanizzazione sta crescendo, e la popolazione è radunata in zone urbane che si stanno estendendo. La popolazione urbana si addensa soprattutto nelle città di Nairobi, la capitale, e di Mombasa, città araba sulla costa. La popolazione è suddivisa in più di settanta etnie, appartenenti a quattro famiglie linguistiche: i bantu, i nilotici, i paranilotici e i cusciti. Un tempo il paese era abitato da gruppi stanziati lungo la costa e, nelle regioni interne, dai masai, che oggi vivono soprattutto nelle regioni meridionali. Nel paese vivono inoltre esigue minoranze di asiatici, europei e arabi.
la Religione
L'appartenenza religiosa è così composta: anglicani e quaccheri, cattolici, musulmani, religioni tradizionali. Altri includono induismo, animismo, sikhismo, jainismo e il credo di bahá'í. Il Kenya contiene il più grande gruppo di quaccheri in una singola nazione.
la lingua
in Kenya la lingua ufficiale è l'Inglese,poi troviamo lo swahili,e lo Sheng. L'Inglese e il Kiswahili sono considerate lingue ufficiali dell'Assemblea Nazionali e tutti gli atti possono essere scritti in una o entrambe queste lingue.
Economia
l'economia del Kenya, dopo un periodo di benessere, si trovo in una profonda crisi, che continuo a peggiorare durante gli ultimi anni della dittatura Moi.La suddivisione del reddito è divisa infatti: Il benessere di pochi, infatti, è pagato con la miseria di molti. Attualmente, l'economia si basa sulle esportazioni soprattutto agricole e sul turismo. Buona è la crescita, che si concentra nella capitale Nairobi, ma che si sta sviluppando in altre città.
L'Agricoltura
Durante il periodo coloniale in Kenya le coltivazioni industriali, destinate all'esportazione, sostituirono le vecchie colture di sussistenza, impoverendo il suolo troppo sfruttato. Le coltivazioni di mais, sorgo, miglio e patate non bastano al fabbisogno interno, e il Kenya cerca di evitare i rischi della monocoltura sfruttando i vari ambienti del suo territorio. Le piantagioni forniscono, sull'altopiano: caffè, tè e piretro (una pianta utilizzata per insetticidi e prodotti antiparassitari di cui il Kenya è il maggiore esportatore mondiale con circa 8.000 tonnellate l'anno). Sulla costa invece sono molto diffuse le piantagioni di palma da olio e da cocco. Viene praticato l'allevamento di ovini e caprini.
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